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Decreto ministeriale del 31 maggio 2006 prot. n.
4018/FR
Sospensione del D.M. n. 775 del 31 gennaio 2006
IL MINISTRO DELL'ISTRUZIONE
Visto il decreto legislativo 16 aprile 1994,
n. 297, concernente il Testo Unico delle disposizioni legislative vigenti in
materia di istruzione relative alle scuole di ogni ordine e grado;
Visto l'art. 21 della legge 15 marzo 1997, n.
59 e successive modificazioni;
Visto il regolamento recante norme in materia
di autonomia delle istituzioni scolastiche, emanato con D.P.R. 8 marzo 1999, n.
275, e, in particolare, l'art. 11, che prevede la possibilità di adottare
iniziative finalizzate all'innovazione degli ordinamenti degli studi, la loro
articolazione e durata, l'integrazione fra Sistemi formativi, i processi di
continuità e orientamento;
Vista la legge 28 marzo 2003, n. 53,
contenente delega al Governo per la definizione delle norme generali
sull'istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di
istruzione e formazione professionale;
Visto il decreto legislativo 19 febbraio
2004, n. 59, concernente la definizione delle norme generali relative alla
scuola dell'infanzia e al primo ciclo dell'istruzione;
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998,
n. 112;
Visto il decreto legislativo 17 ottobre 2005,
n. 226, recante norme generali ed i livelli essenziali delle prestazioni
relative al secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione, ai
sensi dell'art. 2 della legge 28 marzo 2003, n. 53 e i relativi allegati;
Visto il D.M. n. 775 del 31 gennaio 2006 con
il quale, ai sensi dell'art. 11 del D.P.R. 8 marzo 1999, n. 275, è stato
promosso un progetto, in ambito nazionale, concernente l'introduzione di
innovazioni riguardanti gli ordinamenti liceali e l'articolazione dei relativi
percorsi di studio, come dal citato decreto legislativo n. 226 del 2005;
Considerato che l'adesione a tale progetto,
riferita all'anno scolastico 2006/2007 limitatamente alle prime classi liceali
previste dalla legge n. 53 del 2003, è stata rimessa all'autonoma scelta delle
istituzioni scolastiche;
Rilevato, altresì, che le delibere di
adesione, da raccogliere a cura delle Direzioni scolastiche regionali
competenti, previa verifica delle condizioni di fattibilità e da inserire in un
piano regionale, sarebbero dovute essere pervenute a questo Ministero in tempi
compatibili con l'espletamento delle operazioni finalizzate al regolare inizio
del prossimo anno scolastico;
Accertato che nei tempi utili è pervenuto un
esiguo numero di adesioni, da parte di istituzioni scolastiche aventi sede nelle
regioni Veneto, Umbria, Piemonte, Friuli-Venezia Giulia, e oltre i tempi utili
da parte di istituzioni scolastiche delle regioni Emilia-Romagna e Molise;
Ritenuto che i progetti elaborati e qui
trasmessi:
• attengono per la maggior parte a
limitate innovazioni degli ordinamenti vigenti e, comunque, non appaiono
pienamente coerenti con le finalità previste dal D.M. n. 775 del 2006;
• non contengono indicazioni di percorsi la
cui valenza innovativa possa costituire un quadro di riferimento esaustivo e
significativo ai fini dell'attuazione e diffusione in via sperimentale della
riforma del sistema del licei;
• si risolvono, per lo più, in modifiche
delle qualificazioni giuridiche degli impianti ordinamentali esistenti;
• si collocano in prossimità dell'apertura
del nuovo anno scolastico, vale a dire in margini temporali troppo ristretti per
poter assicurare:
– un esauriente coinvolgimento delle
famiglie;
– una corretta impostazione delle previste
attività di sostegno all'innovazione, nonché di consulenza e monitoraggio degli
interventi;
– una preventiva e idonea
informazione/formazione del personale scolastico coinvolto nelle innovazioni;
• sarebbero realizzati in una situazione
di forte incertezza per la parte relativa alla definizione dei titoli di studio
da rilasciare agli studenti al termine dei percorsi frequentati;
Considerato che sperimentazioni di questo
tipo potrebbero comunque essere soddisfatte nell'ambito della quota oraria
riservata all'autonomia delle singole istituzioni scolastiche;
Tenuto conto del contenzioso in atto promosso
da numerose regioni davanti al Tar del Lazio e dalla regione Toscana davanti
alla Corte Costituzionale per il conflitto di attribuzioni, nonché delle
implicanze che potrebbero derivarne al regolare svolgimento delle operazioni
prodromiche all'avvio dell'anno scolastico;
Ritenuta, pertanto, l'inopportunità di
proseguire nell'attuazione di progetti che non si rivelerebbero efficaci sotto
l'aspetto didattico-metodologico e produttivi per quel che concerne gli aspetti
innovativi della riforma degli ordinamenti;
DECRETA
Per le motivazioni indicate in premessa il
D.M. n. 775 del 31 gennaio 2006 è sospeso.
Le istituzioni scolastiche continueranno ad
adottare i piani di studio, gli orari, gli insegnamenti e le attività proprie
degli ordini di studio vigenti, con l'esercizio delle facoltà previste
dall'autonomia scolastica.
IL MINISTRO
Giuseppe Fioroni
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