di Andreina Antelli
Gli insegnanti da sempre godono di una perfetta e invidiabile salute, pur essendo a contatto quotidianamente con bacilli, virus volanti, mocci al naso, verruche e non mi spingo oltre. Restano inossidabili e immuni da epidemie cosmiche.
Qualche volta ci si permette di avere un raffreddore o un'irrilevante raucedine, ma, per così poco, non si può abbandonare la nave.
Del resto non ce lo permettono perché il concetto di malattia inteso come "me ne sto a casa qualche giorno perché sono a pezzi e non riesco a stare in piedi", è ben lungi dall'entrare nel pensiero di legislatori e ministri.
Il riconoscimento della malattia professionale è un iter così tortuoso, avvilente e umiliante che il professore decide di essere sano e in forze anche nella peggiore situazione fisica.
Non ci sono ragioni all'assenteismo dal lavoro, neanche se uno mostra il termometro esploso dall'eccessiva temperatura, le lastre confuse di ossa assemblate al meglio o certificati europei di non idoneità per motivi di salute, i quali, per ottenerli, bisogna essere come minimo in coma irreversibile.
Figuriamoci poi quando si tratta di esaurimenti, emicranie dovute allo stress, afasie gravi da non riuscire a pronunciare più il proprio nome: questa sfera di tipo psico -neurologico non è neanche contemplata, ma è, anzi, fonte di scherno o di accanimento contro colui o colei che osasse ostentare sintomi del genere.
In caso di crisi isterica dell'insegnante, ormai consumato nei nervi e nel cervello e che ha osato urlare a un alunno, si procede a denuncia per maltrattamenti, accorrono associazioni per la tutela del fanciullo, genitori armati e forze dell'ordine.
Non importa se il sopraccitato insegnante, per mesi, è stato logorato da classi terroriste o vessato da preside e colleghi, peggio per lui!
Ho scoperto che nella categoria dei vigili urbani i lavoratori (uomini e donne) possono rimanere a casa un giorno al mese senza certificazione medica alcuna, in virtù di un inconveniente mensile tipicamente femminile che è stato allargato per diritto anche al sesso forte; questa prassi può far sorridere, ma è indice di grande intelligenza e civiltà. Solo gli insegnanti e pochi altri devono continuamente mostrare certificati anche solo per un giorno d'assenza ed è triste ricordare che fino a poco tempo fa, per il primo giorno di malattia, ci veniva decurtato lo stipendio del 30% del guadagno della giornata, assurda violenza, doppia per chi certo non vanta una retribuzione europea.
Nella mia scuola timbriamo il cartellino come i bancari ma, mentre questi ultimi sono protetti da vetri per evitare lo stretto contatto con il pubblico, noi siamo immersi in una umanità non sempre salubre: i bambini si tagliano, ti toccano in continuazione, ti alitano addosso e starnutano senza ritegno; le classi sono troppo riscaldate in inverno e gli effluvi da scarpa da ginnastica sono peggio di qualsiasi nube tossica, gli ambienti dove lavoriamo sono acusticamente una bolgia infernale.
Eh sì, hanno proprio ragione quelli che ci ritengono dei privilegiati!