IL DECRETO UFFICIALE CAMBIA ANCORA LE CARTE IN TAVOLA.

di Pino Patroncini tratto dal sito Proteo Fare Sapere

Quante ore di scuola farà uno studente nella nuova scuola professionale prevista dal decreto pubblicato martedì scorso? Al massimo 15 ore settimanali! E’ quanto si evince dall’articolo 17. Infatti le ore annue saranno 990, che suddivise per le 33 settimane di scuola canoniche faranno 30 ore alla settimana. Ma di queste un quarto non sarà obbligatorio ed almeno un altro 25% sarà fatto in “contesto lavorativo” ( fuor di metafora: saranno ore di lavoro non di scuola). Insomma solo il 50% dell’orario sarà di scuola. E poiché si dice “almeno” ( almeno!) nessuno può escludere che le ore di scuola possano essere anche pari a 0 ( zero!).

Nel merito si può aggiungere che, dopo aver privato (col decreto 276 applicativo della legge 30 sul mercato del lavoro) della poca formazione che c’era l’apprendistato, questo ministero ne vuole privare anche la formazione professionale, riducendola a lavoro. Ovvero c’è da chiedersi: quante alternanze scuola-lavoro ci saranno dunque? Quella prevista dall’apposito decreto, quella evanescente dell’apprendistato, quella prevista dalla formazione professionale. Oppure tutto si ridurrà ad un unico pout pourrì?

Basterebbe questa “pochezza” di ore di scuola ( che si aggiunge alla riduzione delle annualità).per dimostrare quanto fasulla sia la pari dignità formativa col sistema liceale. E basta anche a dimostrare che abbiamo vinto la scommessa sul fatto che tra l’illustrazione del decreto fatta giovedì 13 e la sua pubblicazione di martedì 18 ci sarebbero state modifiche, frutto delle ultime pressioni avanzate in extremis dalle lobbies più svariate.

Infatti non è questa l’unica modifica: cambiano ancora i piani orari del liceo tecnologico. Le ore opzionali obbligatorie, quelle che, ancorché limitate agli ultimi tre anni, servono a caratterizzare gli otto indirizzi, passano da 8 settimanali a 10, mentre l’orario obbligatorio si riduce da 25 a 23 ore. E queste 10 ore dovrebbero essere tutte ( tutte?!) di laboratorio. Troppa grazia, Sant’Antonio! vien da dire, ricordandoci che i laboratori nel liceo tecnologico qualcuno proprio non li voleva.

E che dire del modo ambiguo in cui la data fatidica in cui tutto ciò avrà inizio viene definita? La data resta di fatto il 1 settembre 2006, ma chi diventerà liceo e chi passerà alle regioni è di nuovo un busillis. Tutto si risolve in una tautologia: diventerà liceo chi darà i titoli previsti dal liceo e diventerà regionale chi darà i titoli previsti dal professionale. E per di più nella medesima sede potranno convivere, previa intesa istituzionale, anche entrambe i sistemi. Una concessione estrema a Confindustria? Un modo per tacitare l’incipiente protesta dei professionali? Una maniera per salvare i percorsi integrati presso gli ITIS? O un po’ tutto ciò? Ma allora non sarebbe stata meglio una riconsiderazione della funzione professionale in rapporto ai saperi scientifico-tecnologici, anziché questa fretta istituzionale e ordinamentale?

Last but not least: normalmente questi decreti si chiudono con un articolo sulla copertura finanziaria. Qui non c’è. Chi pagherà?

19 gennaio 2005

Pino Patroncini