di Vincenzo Terreni
Mi soffermo su un aspetto che ritengo, ora più che mai, assolutamente importante: la formazione scientifica. Visti i risultati deludenti ottenuti nelle Olimpiadi internazionali di matematica, fisica e chimica (a quelle di scienze naturali non partecipiamo neppure, per questioni economiche) e, soprattutto, lo stato della ricerca nel nostro paese, era legittimo aspettarsi dalle politiche di riforma uno sforzo eccezionale per migliorare la qualità dell’insegnamento scientifico specialmente negli ordini di scuole dove la situazione è più delicata: nella scuola elementare e media. A questi indizi negativi si somma la deludente tendenza dell’andamento alle iscrizioni alle facoltà universitarie scientifiche (www.crisiscientifica.it), che pone l’Italia agli ultimi posti tra i paesi sviluppati, all’ultimo per l’impegno nell’ovviare a una situazione che, se prosegue con questo andamento, ci porterà a un tracollo della ricerca di base e della conoscenza scientifica diffusa. Intendiamoci, non è che questa situazione sia maturata negli ultimi tempi, il paese delle ‘belle lettere’ ha sempre guardato con sufficienza mista a ostile incomprensione il mondo dei ‘vili meccanici’. Non è stato così. La riforma scaturita dall’impegno del ministro Moratti e dei suoi collaboratori va in una direzione che risulta poco comprensibile in quanto è riuscita a scontentare tutti, escluso i gestori della scuole private che in termini di cultura (con lodevoli quanto rarissime eccezioni) non hanno prodotto mai niente di significativo. Il ‘tempo scuola’ è diminuito, forse la frantumazione disciplinare anche, ma non si riesce a far emergere una personalità di sistema formativo che sia realmente in alternativa a quello che si vuol sostituire. Anche i continui sforzi per convincere che non è cambiato niente, più che tranquillizzare aumenta la diffidenza verso un quadro che in realtà rischia di dequalificare ancora di più il servizio pubblico.
Solo due esempi per ritornare in tema: a) la scomparsa di ogni idea di ‘divenire’ nell’insegnamento delle scienze naturali; b) l’unificazione delle cattedre di scienze ed educazione tecnica con diminuzione significativa del ‘tempo scuola’ dedicato a queste discipline.
Ogni 27 maggio l’ANISN (Associazione Nazionale Insegnanti di Scienze Naturali) organizza il `Darwin-day` da sola o in collaborazione con l’università in ogni luogo in cui sia possibile discutere sul perché ogni idea di trasformazione sia scomparsa dai programmi per le elementari e medie. È anche l’occasione per ricordarci che le infinite osservazioni sono divenute scienze con Darwin. Anche lo studio della Terra risulta cristallizzato, mentre per quanto riguarda il Cielo ricompaiono proposte di comparazione decisamente imbarazzanti.
Forse, per riuscire a essere ancora più chiari può essere utile riportare integralmente il programma di biologia della terza media.
Obiettivi: La funzione nutritiva: gli alimenti e i loro componenti, controllo dell’alimentazione, sostanze dannose.
Abilità:
- Classificare gli alimenti in base ai loro principi alimentari.
- Valutare l’equilibrio della propria alimentazione e fare un esame del proprio stile di vita alimentare.
Obiettivi: Sistema nervoso nell’organismo umano ed effetti di psicofarmaci, sostanze stupefacenti od eccitanti.
Abilità:
- Spiegare perché i farmaci, in particolare gli anabolizzanti e gli psicofarmaci, vanno assunti solo in caso di necessità e con il consiglio del medico.
- Spiegare perché e in che modo l’uso di sostanze stupefacenti, dell’alcool e del fumo nuoce gravemente alla salute.
Obiettivi: Notizie generali sulla riproduzione dei viventi e sulla genetica
- Malattie che si trasmettono per via sessuale.
- La riproduzione nell’uomo: sua specificità, specie per quanto riguarda l’allevamento della prole.
Abilità: Confrontare i cicli riproduttivi di piante, e animali invertebrati e vertebrati.
Non si tratta di dire se è tanto o è poco, si tratta di vedere se ha senso o no impostare nell’ultimo anno di una scuola, che è stata fortemente voluta dal legislatore, una serie di addestramenti terroristici all’uso dell’involucro che contiene la nostra anima, di questo corpo tentatore che ci spinge alla perdizione.
Per ciò che riguarda il misto di scienza e tecnologica con un sovraccarico di nozioni da distillare nel poco tempo a disposizione c’è poco da dire: si poteva avere il coraggio di togliere educazione tecnica; ma tentare, ancora una volta, di far credere che è tutto uguale a prima con un risparmio di due ore di tempo scuola, non è proprio uguale.
Vincenzo Terreni
Presidente nazionale dell’ANISN"