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BARBIANA  –  25 maggio 2003

Ancora a Barbiana sulle orme di don Lorenzo Milani, forti dei suoi pensieri di giustizia e di uguaglianza, perché la scuola è cultura, promozione di saperi, comune ricerca di docenti e studenti. Perché la libertà d’apprendimento e la libertà d’insegnamento sono patrimonio democratico della nostra Repubblica fondata sul lavoro. Perché le ragioni di professori, maestri e ragazzi sono indispensabili e irrinunciabili per una società che vuole essere autenticamente civile. Perché la passione per la conoscenza non sarà spenta dalla violenta e furibonda campagna di trasformazione promossa dal ministro Moratti che probabilmente non ha mai letto quanto scritto dal priore: “Il maestro si distingue dal commerciante. Il commerciante è colui che cerca di contentare i gusti dei suoi clienti, il maestro colui che cerca di contraddirli e mutarli. Ma d’altronde don Milani riteneva lo sciopero “la gloriadel ventesimo secolo e un buon libro migliore della televisione in cui leggeva una “maliziosamente lungimirante strategia padronale contro i lavoratori”. Pensieri lontani da un oggi confuso e volutamente manipolato. Allora in marcia, di nuovo in marcia, perché la piccola classe di Barbiana ci ammonisce, la scuola è un diritto per tutti e per ciascuno, pensieri e intelligenze devono trovare spazi per esprimersi, libertà di confronto, ascolto, accoglienza. Ministro Moratti, sia gentile, comprenda: l’obbedienza non è più una virtù”.